Underground

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      Nel 1941, a Belgrado, il "compagno" Marko - che insieme all'ingenuo e impetuoso Blacky si destreggia con scaltrezza contro i nazisti - accoglie alcuni rifugiati nello scantinato del nonno e li convince a fabbricare armi e altri prodotti destinati al mercato nero. Del gruppo fanno parte anche il giovane fratello di Marko, Ivan, e la moglie di Blacky, Vera, che muore dando alla luce un figlio, Jovan. Due anni dopo Blacky si esibisce nella più spettacolare delle sue azioni assaltando un teatro per rapire la giovane attrice di cui è follemente innamorato, Natalija. Arrestato da Franz, il protettore nazista della donna, Blacky sopporta orribili torture prima che Marko lo liberi per nascondere anche lui nello scantinato. Certo dell'assoluta fedeltà di Blacky, Marko non esita a tradirlo seducendo Natalija. Nel 1944 finisce la guerra: mentre nel sottosuolo si continuano a fabbricare armi, la Jugoslavia soccombe a un altro miraggio: il culto del dittatore Tito. Marko emerge come esponente del regime e Natalija diventa un idolo delle masse, mentre Blacky, che tutti credono morto, è onorato dalla nazione come eroe della Resistenza. La macchinazione viene scoperta nel 1961, durante il matrimonio di Jovan con Jelena, quando Natalija, ubriaca, rivela a Blacky il suo amore per Marko e l'inganno dell'amico. Blacky dà una pistola a Marko che inscena un simbolico suicidio, sparandosi alle gambe. Poi un'esplosione accidentale apre nello scantinato uno squarcio verso l'esterno. Emersi dal sottosuolo, Blacky e Jovan si trovano davanti un gruppo di nazisti. Blacky comincia a sparare all'impazzata, ignaro di essere capitato sul set di un film sulla sua vita, basato sui racconti fittizi di Marko. Mentre questi fugge insieme a Natalija attraverso il dedalo di tunnel che collegano le capitali d'Europa, Jovan annega nel Danubio inseguendo il miraggio della moglie. Nel 1991, dopo un lungo internamento in un ospedale psichiatrico, Ivan viene a sapere della macchinazione del fratello e del nuovo dramma della Jugoslavia. Servendosi della vecchia rete di tunnel torna in Slavenia dove Blacky dirige un commando militare. In un villaggio distrutto, Ivan si imbatte nel fratello, sempre coinvolto in discutibili traffici. Accecato dalla rabbia, Ivan lo picchia e poi, convinto di averlo ucciso, si impicca nel campanile di una chiesa. Sarà un anonimo soldato ad uccidere Marko e Natalija, mentre Blacky ne scoprirà i cadaveri illividiti. Tornato nello scantinato ormai abbandonato da trent'anni, Blacky, seguendo la voce del figlio morto, annega nel dedalo dei tunnel che sfociano sul Danubio, sulle cui rive "ritrova" con gioia tutte le persone, amate e disprezzate, che ha conosciuto in vita. Ora, nella morte, non c'è più rancore. Si beve e si balla tutti insieme, mentre un lembo di terra su cui tutti si trovano, si stacca dalla tormentata madrepatria.

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