Amata Immortale

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      Morto a Vienna il 26 marzo 1827 Ludwig Van Beethoven, nella casa di questi il suo amico e amministratore Anton Schindler scopre, in una caterva di carte da musica, appunti e abbozzi, uno strano foglietto: "La mia musica e tutte le mie proprietà andranno ad un solo erede... la mia amata immortale" (ma senza il nome della destinataria). Respingendo le pretese ereditarie di Johann, uno dei fratelli di Ludwig, e di Therese, la moglie di questi, e sorpreso di non sapere nulla in merito dopo anni di amicizia e collaborazione, Schindler si mette alla ricerca della donna misteriosa. La prima contattata è una nobile ungherese - Anna Marie Erdody - che Schindler ritrova in Patria: costei aveva avuto con Ludwig rapporti intensi, ma essa stessa dichiara che tutto era poi finito e che la eredità non può essere per lei. La seconda è la contessa Giulia Guicciardi, ora sposata, a suo tempo (a 17 anni) infatuatasi di Ludwig conosciuto ad un concerto e fatto assumere dal padre per averne lezioni di pianoforte. A detta di lei, è vero che Beethoven ebbe a richiederne la mano, ma fra i due - forse per la differenza di classe, o perchè lui, secondo il conte Guicciardi, era da considerare un repubblicano - l'amore si tramutò in amicizia. Poi le indagini conducono Schindler a Karlsbaad. Interrogata la padrona di un hotel e controllati i registri dei visitatori, ne emerge che a suo tempo, in una sera di pioggia violenta, una sconosciuta melata di nero aveva preso una camera, ma ne era fuggita quasi subito, pochi istanti prima che il compositore (impantanato in carrozza in un bosco) arrivaste in albergo, dove poi infuriato aveva fatto vari danni. La donna, a quanto ne deduce Schindler, è Johanna Van Beethoven, cognata di Ludwig, avendone sposato il fratello Caspar. In effetti Ludwig aveva osteggiato le notti e tentato perfino di fare arrestare Johanna, non volendo che Caspar sposasse una donna di strada. Successivamente Ludwig aveva poi vinto la causa in Tribunale, promossa per farsi nominare tutore del decenne nipote Karl, figlio di Johanna, per strapparlo ad una madre ritenuta indegna. Johanna è veramente colei che Ludwig aveva infinitamente amato e forse Karl era il frutto del loro amore. Da tempo ignorato per i tanti suoi eccessi dal pubblico di Vienna e dalla buona società, ricco ma malato, costretto per di più e da tanti anni a comunicare mediante lavagne o carta in quanto sordo, Ludwig rivede la cognata, accorsa perché lui è morente. Malgrado trionfi e gloria ed una fine così triste, l'amore tra Ludwig e quella donna da trivio si è mantenuto profondo e intatto.

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