Storia Di Un Soldato

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      Il film è ambientato in Louisiana. Siamo nel 1944, in un campo di addestramento militare, dove gli uomini si preparano in attesa di essere avviati sui vari fronti di Oltremare. In una compagnia formata esclusivamente di afroamericani, il sergente Waters, anche lui di colore, è da tutti detestato per il suo carattere aggressivo, il suo rigore ed il suo sostanziale ed infinito disprezzo per tutta la gente di colore "vecchia maniera" (e, cioè, quella più semplice, servile e credulona). L'addestramento sotto di lui e la stessa vita di caserma sono una quotidiana occasione di tensioni e di rischi. Una notte in cui si è preso una formidabile sbronza in un locale cittadino, il sergente viene trovato ucciso a revolverate (le pallottole sono di ordinanza) tra i cespugli di una strada di periferia. Disposta una inchiesta dalle Autorità di Washington (poco persuase di quella sbrigativamente fatta sul posto dal comandante del campo), un ispettore viene inviato con compiti ben precisi. Con sorpresa generale, si tratta di un avvocato militare, il capitano Davenport: un afroamericano professionalmente preparato (è laureato ad Harvard), dai modi impeccabili ed assolutamente intenzionato a fare luce sull'assassinio. Gli ufficiali bianchi del campo sorridono di lui e del suo grado, né sembrano scomporsi molto lo stesso comandante gli fa capire che in due o tre giorni tutto dovrà essere concluso (e concluso bene, nel senso che nessun bianco, del campo o della stessa città, potrebbe seriamente venire accusato della morte del sergente). Ma Davenport è uomo integro, paziente e scrupoloso. L'inchiesta procede tra un interrogatorio e l'altro: vengono fuori mille dettagli, rivalità, rancori e soprusi e tutti i mal nascosti fermenti di un odio autentico contro il sergente. Con le ammissioni o dichiarazioni dei soldati di colore, viene gradualmente a concretizzarsi un quadro sconcertante di pregiudizi e violenze, di frustrazioni e di orgogliose ambizioni. Essi stessi sembrano spesso tra loro divisi od ostili e, spesso, appare difficile separare i capri espiatori dagli oppressori: tutti, tra l'altro, aventi la stessa divisa militare. Ad un certo momento, pare che la morte di Waters sia da addebitare a due ufficiali bianchi, da lui insultati tra i fumi dell'alcool. Ma così non è. Il sergente è stato, in realtà, ucciso da un soldato, di colore come lui, stanco di tanti soprusi e amico di un commilitone, inoffensivo e candido quanti altri mai, portato all'esasperazione dal sergente e perciò impiccatosi nella cella di punizione. Mentre Davenport conduce il proprio rapporto, arriva l'ordine di partenza. La guerra non è ancora finita. Bianchi e neri lasciano insieme il campo per combattere insieme.

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